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Primiero, le Pale e Paneveggio, un anno dopo Vaia

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Visualizza questo post su Instagram È tardi, treno fermo in banchina e non ti lasciano salire, sai che ci sono problemi lungo il percorso, sai che quando arrivi dovrai affrontare un paio di ore di macchina di cui l'ultima parte resa un po' difficile dal maltempo dei giorni scorsi, sai che probabilmente pioverà ancora e sai che di imprevisti e problemi se ne stanno ammucchiando un po' lungo il percorso. Alzi gli occhi e tiri il fiato, dopo di ché ti ripeti l'unica cosa che hai imparato in trentasette anni di vita: la serenità è una condizione dello spirito che nulla ha a che fare con il contesto in cui vivi. Quindi respiri e sorridi per il cielo azzurro e la successione di arcate che ti saluta da lì sopra. Stasera abbraccerai chi ami, quale che sia l'ora a cui arriverai a casa, accarezzerai i tuoi cani e domani sera sarai di ritorno a casa con tua figlia e te la godrai insieme alla tua compagna per qualche ...

Dalla porta di casa alla porta di casa, a piedi, ovvero del Colombè, del De Marie e della palestra dietro (la seconda) casa nostra

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Se la memoria non mi inganna, una delle primissime escursioni fatte da piccolo è stata la breve, ma ripida, camminata per arrivare in Volano, sopra l'abitato di Cimbergo. Cappellino rosso, zainetto in tela cerata giallo, binocolo in prestito (era quello di Rino, che ricordo essere bellissimo e pesantissimo). Io e papà. Molte uscite ci sono state poi, forse anche prima, ma quella in qualche modo è la prima per me e, forse proprio per questo, ha reso il Volano e tutta quell'immensa arena, un posto speciale. Si apre con il Pizzo Badile (Camuno, aggettivo che qui devo inserire per forza, ma che in valle risulta essere quanto meno pleonastico), prosegue con il Tredenus, passa sopra il bivacco Macherio e chiude con la cima Bruciata che nasconde la conca della Zumella e la via che porta al rifugio Colombè. Per me e Alessia questa zona ha un valore speciale, ci torniamo spesso e la nostra seconda casa si trova qui vicino. Visualizza questo post su In...

I laghi di Estoul e Chamen, ovvero come scoprire che la Valle d'Aosta è a un passo da casa

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Da questa foto partono due riflessioni... in realtà anche tre o quattro... ma anche di più. Il primo, dolcissimo pensiero, è che i miei libri e quelli di Alessia siano diventati i Nostri libri e mi coccola far scivolare lo sguardo e le dita sulle copertine di libri scelti da lei, da me, insieme... ok, fine del momento diabete . Il secondo pensiero è che la casa si sta riempiendo sempre più di libri, problema che in realtà è preso da entrambi più come un motivo di gioia, e (gioia ulteriore) una parte importante delle new entry è rappresentata da libri che propongono itinerari di vario tipo e dalla cartografia (più o meno) ad essi correlata. Un terzo pensiero e un istantaneo sorriso sono dati dall'infantile e genuino stupore mio, di Alessia e di Alice quando ci troviamo a mangiare con gli occhi una carta geografica. Insomma, in questa casa i libri fanno bene al cuore, ma ritorniamo al tema principale di questo post! Entrando fortuitamente in contatto con la rivista Skialpe...