Dalla porta di casa alla porta di casa, a piedi, ovvero del Colombè, del De Marie e della palestra dietro (la seconda) casa nostra


Se la memoria non mi inganna, una delle primissime escursioni fatte da piccolo è stata la breve, ma ripida, camminata per arrivare in Volano, sopra l'abitato di Cimbergo. Cappellino rosso, zainetto in tela cerata giallo, binocolo in prestito (era quello di Rino, che ricordo essere bellissimo e pesantissimo). Io e papà.

Molte uscite ci sono state poi, forse anche prima, ma quella in qualche modo è la prima per me e, forse proprio per questo, ha reso il Volano e tutta quell'immensa arena, un posto speciale.

Si apre con il Pizzo Badile (Camuno, aggettivo che qui devo inserire per forza, ma che in valle risulta essere quanto meno pleonastico), prosegue con il Tredenus, passa sopra il bivacco Macherio e chiude con la cima Bruciata che nasconde la conca della Zumella e la via che porta al rifugio Colombè.

Per me e Alessia questa zona ha un valore speciale, ci torniamo spesso e la nostra seconda casa si trova qui vicino.



Si potrebbero cercare un sacco di spiegazioni alla forza magnetica di questo che è il centro della valle: dai simboli della fertilità e fecondità (Pizzo Badile e Concarena che si fronteggiano come i due sessi prima di unirsi), alla semplice e selvaggia bellezza delle guglie e dei pinnacoli che coronano tutto l'insieme, attraverso uno scenario che da bidimensionale (così come appare dal fondovalle) diventa drammaticamente tridimensionale. In inverno, con la neve che disegna ed evidenzia ancora di più le rocce, mi capita di restare per lunghi istanti a fantasticare sulle linee che vi si potrebbero tracciare con gli sci, tanto salendo quanto scendendo. Penso che è la mia palestra dietro casa, appena posso vengo qui ad allenarmi e anche per questo sono un sacco fortunato.

Se l'inverno che arriva sarà come quello 2017-2018 forse sarà la volta buona che alzerò il tallone qui, cercando di non mettermi nei guai e di imparare e crescere. Ma per il momento ho in mente un progetto da portare a termine in un futuro non troppo lontano: da Paspardo salire al rifugio Colombè, da lì seguire il sentiero 117 fino alla Porta di Zumella, quindi piegare a sinistra lungo il 78 e scendere verso il lago d'Arno, interecettando il 140 da seguire a sinistra fino alla diga, attraversare quest'ultima e seguire il 20A stando sempre a sinistra fino all'intersezione con l'88 che porta alla centrale idroelettrica di Isola, dove Ale dovrebbe aspettarmi in macchina.

Ma anche semplicemente ripetere la via dei rifugi, tenendo per mano mia moglie, è qualcosa che non vedo l'ora di rifare.

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